17 Giugno 2019

Un lavabo prodotto con gli scarti del Kevlar, per la nautica e per l’ambiente


Il lavabo in tela Notos, nome del dio greco del vento del sud, nasce dalla riflessione sul concetto mendiniano di “progetto molle”, relazionandolo a un indagine sui nuovi bisogni, espressione di tematiche sociali e ambientali emergenti.

La ricerca della designer Valentina Mancini è stata incentrata sui materiali, affinché il lavabo, da elemento solitamente rigido e fisso, diventasse un oggetto morbido e facilmente trasportabile. Particolare attenzione è stata posta alla sostenibilità, cercando di ridurre l’impatto ambientale, dalla fase di produzione fino allo stoccaggio.

Questa ricerca, avviata inizialmente per necessità funzionali alla nautica, ha rivelato la possibilità di utilizzare lo sfrido di produzione delle vele nautiche, ovvero dei laminati plastici composti da film di poliestere e fibre di poliestere o aramidiche (Kevlar). Questi sono materiali high-tech di grande pregio, che vengono smaltiti dai produttori come rifiuto indifferenziato. L’utilizzo di questa risorsa quindi ottimizza la produzione della veleria e riduce la produzione di rifiuti plastici non riciclabili.

Il risultato è una tensostruttura domestica, leggera, intercambiabile, e soprattuto sostenibile.