14 Ottobre 2019

Rapporto GreenItaly 2017 e le PMI


Verde “rana”: un colore, uno stile imprenditoriale.

Kermit, conduttore del Muppet Show, disse:

It’s not always easy being green

Già, ma le PMI dimostrano che la scelta green non sia un opzione da anime belle, ma una leva competitiva, che a fronte della crisi si è rivelata un’efficace terapia anticorpi.

Dall’ultimo rapporto GreenItaly 2017 – Fondazione Symbola e Unioncamere – si analizza in chiave comparativa il tema della sostenibilità ed emerge che tra i sistemi produttivi dell’Unione Europea, quello italiano si colloca quarto per minor impatto ambientale, dietro al Lussemburgo, all’Irlanda e al Regno Unito. La meccanica è il comparto manifatturiero che ha meglio interpretato la transizione verso modelli produttivi green. Anche l’alimentare, la moda e l’arredamento mostrano performance positive, così come l’elettronica e i mezzi di trasporto.

Investimenti

Sul piano degli investimenti, nel 2017 si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese ad investire nel green: ben 209 mila aziende hanno investito, o intendono farlo ntro la fine dell’anno, sulla sostenibilità e l’efficienza, con una quota sul totale (15,9%); Gli effetti positivi che esercita la green economy sono molteplici, perché non si limitano solo al tema ambientale ma anche a quello della competitività aziendale.

Infatti, le medie imprese manifatturiere che hanno investito in prodotti e tecnologie green nel triennio 2014-2016 hanno registrato performance superiori a quelle non investitrici. Basti pensare che un aumento del fatturato nel 2016 rispetto al 2015 ha coinvolto il 58% delle imprese che hanno puntato sull’eco-innovazione contro il 53% nel caso delle altre. Ai migliori risultati aziendali vanno ad affiancarsi quelli sull’occupazione, considerando che la crescita degli occupati, sempre nel 2016, ha riguardato una quota maggiore delle imprese green rispetto a quelle non green (41 contro 34%). Inoltre, la spinta del fatturato ha tratto beneficio anche dalle performance in campo internazionale, perché le imprese eco-investitrici hanno segnato una crescita dell’export (sempre nel 2016) nel 49% dei casi, contro il ben più ridotto 33% nel caso delle imprese non investitrici. 

La lettura di questi dati di sintesi non sia statica e mera statistica, ma utile come se fosse un pungolo, una spinta gentile per dirla alla Thaler-premio Nobel economia 2017. Per gli economisti comportamentalisti è legittimo influenzare le scelte, libertario purché non ci siano imposizioni. 

L’indagine trasmette una fotografia che sollecita non tanto verso una tendenza cromatica – vedasi il colore dell’anno Pantone 2017 Greenery – nemmeno per illudere o far leva sull’irrazionalità nei processi decisionali, ma per aiutare le persone a focalizzare la loro attenzione su una sensibilità finora vincente.

Come per Kermit, una rinnovata consapevolezza ci aiuterà – forse – a far luce sulle scelte future:

When green is all there is to be
It could make you wonder why, but why wonder?
Why Wonder, I am green and it’ll do fine, it’s beautiful!
And I think it’s what I want to be.