22 Luglio 2019

Serge Latouche: tra decrescita e futuro

serge latouche

La crescita come progetto per il futuro

L’economista-filosofo Serge Latouche apre la sua magnifica conferenza citando il logico-matematico Kurt Gödel.

“il futuro è la cosa più difficile da prevedere, è molto più facile prevedere il passato”

pertanto, dice:

“se si vuole conoscere il futuro non ci si deve rivolgere a un economista, perché gli economisti si sono sempre sbagliati, infatti non hanno mai previsto le crisi”.

La sostanza della conferenza ruota tutta attorno al tema della decrescita, in quanto:

“l’unica ipotesi che permette il futuro all’umanità corrisponde quasi esattamente allo scenario della decrescita”.

Con una cresta del PIL del 2% all’anno non si elimina la disoccupazione, per farlo servirebbe una crescita del 3% l’anno. Ma con una crescita del 2% l’anno, in 100 anni il PIL si moltiplicherebbe per 7 volte (7 volte più automobili, più consumi, più risorse consumate). E questo è quanto è successo all’incirca nell’ultimo secolo. Ma se prolunghiamo lo scenario di crescita del 2% l’anno per 2.000 anni, il PIL si moltiplicherebbe per 160.000 miliardi di volte. Questo, secondo Latouche, dimostra senza ombra di dubbio come la crescita infinita sia assolutamente impensabile. In particolare su un pianeta finito come la Terra.

L’unica possibilità è il programma della decrescita, basato essenzialmente sulle 3R:

Rilocalizzare – Riconvertire – Ridurre

Tratto dal video, allegato, di Pensare il presente – Festival filosofico della città di Treviso