17 Giugno 2019

Trekking strategico: policy makers al passo della sostenibilità


Photo Credit: Arno Minkkinen Raffael

Da alcuni anni stiamo assistendo ad una forte crescita della domanda di prodotti/servizi verdi anche da parte del consumatore medio, domanda che si manifesta soprattutto come delega al sistema produttivo e distributivo.

Il passaggio di consegne verso un’azione green, però, non è immediato; l’intenzionalità è apprezzabile, ma la pennellata di greenwashing è rischiosa. I risultati misurabili e significativi, richiedono percorsi lunghi ed erti, cultura adeguata e strategie condivise. Come sui sentieri di montagna: GEO-LOGICA. È il territorio montano infatti che ci suggerisce due esempi di come sia stato assunto il mandato. 

La Sportiva e la Sostenibilità

La Sportiva SpA, azienda trentina leader nella produzione di scarponi e abbigliamento sportivo outdoor, raggiunge una vetta importante: elabora nel 2017 il primo bilancio di sostenibilità. Il bilancio è un documento rendicontativo (che rende-conto) e pure il risultato di un processo, non di semplice comunicazione, di sintesi dialettica tra l’adesione culturale ai principi della sostenibilità e l’effettiva realizzazione di scelte aziendali ad essi ispirate. 

L’azienda intende accrescere la quantità di gomma – principale scarto di lavorazione – che viene avviata al riciclo in nuovi cicli produttivi, quali ad esempio la produzione di pavimenti anti-trauma; opera inoltre per la riduzione delle emissioni di CO2, sia attraverso il miglioramento dei processi di eco-concia dei pellami sia con il potenziamento dell’impianto di filtrazione a carboni attivi. Per ampliare le ricadute economiche e occupazionali sul territorio, la società ha scelto non solo di mantenere in val di Fiemme la produzione delle scarpe da outdoor, ma anche di realizzare – a partire dal 2018 – una nuova ala produttiva di 4.000 mq per la produzione di scarpette da arrampicata, con nuovi reparti per gli uffici commerciali e marketing.

Forte legame col territorio, attenzione a tutti i portatori di interesse (i cosiddetti stakeholder) e ricerca costante dell’innovazione sono il riflesso della capacità manageriale di guardare non solo in alto, la montagna lo impone, ma anche in profondità.

Rifugi Sostenibili

C’erano una volta il rifugio alpino, riparo spartano eppur salvifico per molti escursionisti e manifestazione concreta di accoglienza. Le maggiori strutture ricettive di alta quota nascono nel dopoguerra, spesso recuperate, con problemi di ristrutturazione e non adeguato isolamento termico.

In Piemonte nasce e si è realizzato il progetto “Rifugi sostenibili” che mira all’efficientamento del patrimonio immobiliare attraverso l’analisi dell’efficienza energetica di sei strutture delle valli piemontesi. Oltre ad incentivare gli enti gestori e/o proprietari di rifugi alpini e bivacchi a richiedere una diagnosi energetica al fine di individuare dove si concentrano le dispersioni, il progetto – di una fondazione privata e del CAI – si pone l’obiettivo di divulgare la cultura del risparmio energetico. Gli interventi proposti riguardano la gestione dei rifiuti e delle acque nere, oltre all’adozione di sistemi di recupero e/o riutilizzo delle acque grigie e/o metereologiche. Riqualificare significa avere ambienti più sani e confortevoli, ridurre i consumi e migliorare l’accessibilità.

In questo caso, nel settore turistico, l’offerta può giocare un ruolo di sensibilizzazione, incoraggiando gli utenti alla fruizione sostenibile delle esperienze turistiche.

Il Valore delle Politiche Sostenibili

È semplice notare, in entrambi i casi, che le politiche orientate alla sostenibilità siano in grado di generare valore per l’impresa, per il consumatore e per il sistema territoriale e che il flusso di relazioni tra soggetti pubblici e privati siano determinanti. Perciò è sensato chiedersi il ruolo dei diversi attori che interagiscono con particolare attenzione al soggetto pubblico, governatore ultimo dello sviluppo del territorio e deputato alla valutazione e/o allo stimolo – p.e. con prescrizioni legislative o incentivi economici – del tessuto imprenditoriale e sociale in generale. In tale prospettiva diventa influente per l’ente pubblico agire sui processi di apprendimento e di cooperazione tra gli attori, di educazione e di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità nei confronti degli imprenditori. Così come dei turisti e della popolazione residente, ma anche di tutti coloro che possono essere coinvolti nell’avvio di processi virtuosi nella creazione di valore per il sistema territoriale attraverso il mantenimento o il recupero degli equilibri ambientali, sociali ed economici.

La logica sinergica non è necessariamente montana, nemmeno marziana, ma il lavoro in cordata richiede la definizione a ciascuno del proprio ruolo e delle proprie responsabilità. Le esperienze riportate rivelano una pratica percorribile.